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"Dedicato a mio padre che in pochi anni è riuscito a illuminare tutta la mia vita"

In queste foto c'è la storia della famiglia Capaccioli , che , alla fine del IXX° secolo , lascia Firenze per creare, in un borgo che nel 1905 prese il nome di Comune dei Bagni di Montecatini( successivamente divenne Montecatini Terme), un locale sul terreno delle RegieTerme. Capo famiglia Filippo, nella foto con una mucca bruno-alpina ( pare fosse l’unico animale cheaveva il permesso di pascolo nei Parchi delle Regie Terme ), mio padre Marin Faliero ragazzo del 1899 ferito sul Piave, con la sua capretta e la sua giacchetta bianca che gli ho visto addosso sempre fino alla sua scomparsa nel 1957, dietro di lui mio zio Galliano e le mie bellissime zie. Quel locale divenne un puntodi riferimento per la passione di mio padre che, a cavallo delle due guerre, svolse la sua attività  professionale di Maitre in grandi alberghi in particolare in Costa Azzurra per oltre 18 anni, sempre accompagnato da mia madre Dina, che in casa dette alla luce due figli, Giancarlo e Gianfranco, vivendo in costante presenza del pubblico, si parlava francese, mio fratello più grande addirittura frequentò scuole francesi fino alle medie. Un giornale alla nascita dei miei fratelli citava :” Madre eroica varca le Alpi per dare alla patria un nuovo Balilla” quasi fosse un’ impresa epica passare il varco doganale di Ventimiglia.

Alcune gelaterie si spacciano come le più antiche gelaterie d’ Italia, ma alla fine nascono come mescite o venditori di ghiaccio, credo che sia questa una delle prime. Ricordo di mio padre l’ accuratezza quasi ossessiva nel creare prodotti straordinari in gelateria, pasticceria, addirittura si faceva gli sciroppi, a lui si deve l’ invenzione del Pinguino, gelato da passeggio con lo stecco,non tutelato da brevetto, imitato dall’ industria,con cui ebbe anche una rivalsa senza successo, ma nel suo pinguino, alla fine dello stecco, c’era la ciliegina . Mio padre nel 1948 costruì l’ attuale Cascina Igea ( oggiRistorante) , con seicento posti a sedere sotto i pini, dove il gelato era da prodotto di punta, in particolare l’Arlecchino (crema cioccolato e fragola, in un bicchiere a tubo, con un po’ di amarena e chiuso da panna con sopra l’ immancabile ciliegina e del croccante tritato fresco). Io, il terzo di quattro figli, persi mio padre nel1957 a soli quattordici anni ho preso altre strade , infatti costruire Autostrade è stato il mio lavoro. Nel 1974 l’ Azienda di famiglia mi chiese aiuto. La gelateria era il punto di forza ed ora aveva avuto un forte calo. Da anni conoscevo la famiglia Berrino di Alassio, che avevano il famoso Caffè Roma e il “ Muretto”,inventato da Mario, pittore quotato, in particolare Adriano Berrino mi accolse e mi indirizzò verso Perrucchetti della Mark-Montebianco, dove imparai da tecnico la nuova gelateria artigianale. Risanata l’azienda, insieme a mio fratello Gianfranco, tornai al mio lavoro, ma ho custodito e aggiornato costantemente, con passione, quello che avevo imparato in quegli anni dove la ricerca del buono era veramente ai massimi livelli. Verso la fine degli anni 50 la gelateria artigianale ebbe un forte calo di vendite a causa del miglioramento di qualità-prezzo dell’ industria, e una sottile direi strisciante, pubblicità che faceva venire dubbi sull’ igiene delle gelaterie artigianali . Le macchine a disposizione degli artigiani e le materie prime si erano impoverite, lo stesso ciclo del freddo era rimasto ancorato a vecchi procedimenti ( salamoia ) raggiungevano a stento i-10° che oggi sarebbe fuori norma igienico-sanitaria .

La rivoluzione che ha permesso la riscossa si deve ad un gelatiere di origine napoletana il Cav. AngeloGrasso con l’aiuto del Capo Medico del Comune di Milano, il Prof. Carlo Alberto Ragazzi, dettero glistrumenti per un corretto uso igienico e con l’entrata sul mercato dei pastorizzatori e mantecatori orizzontali permisero la lavorazione del prodotto sicura e una temperatura di servizio a –11,8°/- 12°.Oggi la qualità del gelato artigianale si è livellata, a parte qualche caso di gelaterie veramente professionali, con l’ uso sistematico dei prodotti pronti, paste, liofilizzati, congelati, surrogati,rendono il gusto quasi identico, ma soprattutto con una temperatura di servizio di–11,8°/- 12°che non è sicuramente compatibile con il proprio congelatore a – 18°, problema che non ha il gelato industriale. In tutti questi anni ho spesso pensato a come trasferire il bagaglio di esperienza acquisita, ma i dubbi sono stati molti. Ho cominciato con una gelatiera domestica, tra le più vendute, con risultati nettamente deludenti, è nettamente in conflitto con il mezzo di conservazione : il congelatore.Praticamente un gelato veramente professionale non è possibile farlo in casa ? Bisognava progettare una nuova miscela completa e bilanciata , non esistente in commercio, che si conserverà in congelatore senz’aria e al momento possa avere tutta la qualità di un ottimo Gelato artigianale con tutte le sue innumerevoli applicazioni, senza coloranti conservanti grassi idrogenatiaromatizzanti di sintesi od altro, un vero Gelato che chiamerei Ancestrale in quanto è come all’ origine. Da questa rivoluzione nasce GELATOFAIDATE per dare la possibilità alle famiglie di costruire,a bassissimo costo e con facilità , un gelato-alimento veramente genuino, utilizzando i prodotti,magari di recupero ( frutta, latte etc) e le macchine che hanno a disposizione; gelatiere domestiche o robot da cucina o sbattitore o una semplice frusta ma soprattutto il congelatore e/o abbattitore.

Gelatofaidate marchio registrato di Filippo Capaccioli          info:335-5264682          mail  fcapa43@yahoo.it